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Michele LaSituazione Dalai feat. DJ Shorty – Tranne Te (Rap Comunistico)

 

La vittoria dell’ironia – Lo spinoso caso di Sucate (MI). Gli elettori denunciarono la moschea abusiva. Letizia Moratti fu pronta a rispondere sullo scandalo di Via Giandomenico Puppa, ma non le bastò per vincere.

 

 

La Moschea abusiva qua a fianco.

Lo svincolo di Sucate Centro, nelle adiacenze, Via Puppa dove sorge la Moschea.

 

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Un anno di Pisapia – Si scatenò il temporale, dietro alla Cattedrale spuntò un arcobaleno, anzi due. Persino il cielo salutava l’avanzata inarrestabile del popolo arancione, che prestò alla campagna del sindaco tutto il suo bagaglio di creatività autoironia e sarcasmo, poi decisivi nella vittoria. Infatti da lì a tre giorni Pisapia divenne nuovo sindaco di Milano. È passato un anno. Le tasse imposte dalla crisi, gli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico (da 1€ a 1.50€, prima decisione altamente impopolare del neo sindaco). Le privatizzazioni da risolvere, quella di Sea a Gamberale, dove l’amministrazione arancione è riuscita dove non erano riusciti Albertini e la Moratti: vendere nel giro di un anno il 79% di Sea provocando l’arrabbiatura della Cgil. Ma anche il nuovo Pgt, la risoluzione positiva dell’affaire derivati, l’introduzione di Area C (finora un successo). Passando per il capitolo degli appuntamenti ancora mancati: il registro delle unioni civili, promesso di nuovo, proprio in questi giorni di visita papale, dal Sindaco. L’assegnazione di spazi di aggregazione creativa (vedi sgombero di Macao)  è un capitolo spinoso nell’agenda di Pisapia. L’atteggiamento è parso a dir poco cerchiobottista nel caso dell’occupazione della ligrestiana Torre Galfa. Sgombero in soli 10 giorni, unica proposta, un’offerta riciclata e già soggetta a bando, quella dell’ex Ansaldo. Forse la giunta su questo argomento poteva mostrarsi più coraggiosa. Fanno storia su questo capitolo le esperienze di Parigi, Berlino, Londra, dove spazi dismessi pubblici e privati sono stati affidati a comunità di giovani artisti. (vedi Scene di Vita Neo-Boheme di Adriano Solidoro, Il Manifesto)

 

Il capitolo Expo – Il Sindaco voleva tenere alcune professionalità ereditate dalla giunta Moratti. Non fu possibile. Forse anche giustamente si creò una giusta contrapposizione dalla parte sinistra della coalizione che voleva fare piazza pulita. Questo però si tradusse, grazie ad un’azione diplomatica tra PD e Formigoni nel più classico degli spoil system, con un travaso di manager e professionisti dal Comune stesso a Expo2015 S.P.A.. Come non ricordare poi il braccio di ferro con Stefano Boeri, una polemica che portò l’archistar e le sue ambigue posizioni, ad un passo dall’allontanamento dalla giunta. Proprio sull’evento del 2015 Pisapia ha puntato molto e punta moltissimo, giocando un ruolo di primo piano, cercando una sempre maggiore centralità a scapito dell’altro commissario, il Governatore nella bufera, Roberto “Gita in Yacht” Formigoni. L’ex Celeste, che invece,  fino all’anno prima faceva il bello ed il cattivo tempo, non faticando a marginalizzare il vecchio sindaco Letizia Moratti. Puntare sull’esposizione universale ha provocato molte critiche di una fetta del suo elettorato che vede Expo come l’ennesima speculazione, a favore di pochi e a danni dei più. Visto il risultato dell’assegnazione del primo appalto, con CMC (Coop Edile rossa, vicina al PD) che subappalta a ditte indagate e la Procura che indaga per turbativa d’asta, forse le critiche non erano nemmeno tanto campate per aria in questa terra d’affarismo selvaggio e corrotto chiamata Lombardia.

L’ultima battaglia annunciata, la cittadella della Salute – Il Comune infatti ha annunciato ieri, 30 maggio, data dell’anniversario, di voler abbandonare il progetto della Cittadella della salute. Il sindaco Giuliano Pisapia l’ha fatto sapere con una lettera a Roberto Formigoni: «..il progetto viene sempre più spesso dipinto come una mera competizione tra aree, riducendo così un dibattito importante e necessario ad un’asfittica questione tecnicourbanistica».  Palazzo Marino accusa il governatore di avere troppa fretta, di aver indicato una data così «vicina e tassativa» da rendere «impossibile ogni confronto». Tanto da far apparire «come già assunta, nel fatti, la decisione». Il governatore aveva infatti fissato per il 13 giugno il nuovo termine per decidere chi vincerà la sfida tra Milano e Sesto San Giovanni per l’assegnazione dell’area. Il Comune, che aveva avanzato l’ipotesi della ex caserma Perrucchetti, aveva chiesto più tempo «per avviare un nuovo iter procedurale», mantenendo al tavolo anche il comune di Sesto «per definire il progetto più idoneo per un polo di eccellenza come quello in discussione». Prosegue il sindaco «tanti sono i progetti che riguardano la sanità milanese e lombarda che non mi pare possibile che si proceda in questa difficile congiuntura senza condividere un progetto complessivo per la sanità che non riguarda solo Milano, ma tutta la Regione e, per alcuni aspetti, l’intero Paese». Pisapia assicura comunque che «seguirà con ogni strumento a disposizione» perché «non vada dispersa o impoverita l’eccellenza medica milanese, anche a tutela degli utenti, dei cittadini, dei lavoratori del settore e di Milano».
Sara Valmaggi (Pd), vice presidente consiglio regionale, s’è mostrata molto critica verso il comune. La sostituta di Penati si mostra cieca alle rimostranze sulla brevità del periodo per decidere, invece, magari, di appoggiare Pisapia sulle tempistiche e continuare a sostenere il progetto in cui dice di credere. Un atteggiamento che non stupisce, da parte della politica sestese, vicina ai vertici del PD e all’ex sindaco Oldrini. Cioè quegli stessi vertici che con Penati furono beccati nelle maglie della Procura nell’indagine su quello che ormai è divenuto noto come il “Sistema Sesto”. All’interno del comune, invece, il presidente della commissione Urbanistica di Palazzo Marino, il socialista Roberto Biscardini ha invece forti dubbi sul progetto. Vedremo chi la spunterà in questo ennesimo duro braccio di ferro.

Written and Selected by MarcoPres

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